martedì, 06 maggio 2008

I nomi della giunta sono quelli che si sapevano.
Ieri sera il sindaco ha anche illustrato le deleghe assegnate ad ogni assessore. Come preannunciato, Chini terrà per sé il bilancio e l'informazione, oltre al governo del territorio, una sorta di "super-delega" che comprende urbanistica e ambiente. Il vicesindaco Serena Pillozzi si occuperà di politiche giovanili, mentre all'altro giovane della squadra, Emiliano Fossi, andranno politiche educative, cultura e partecipazione.
La novità è l'assessorato pesante, nel senso di importante ma anche di difficile, assegnato a Andrea Falsetti: mobilità, polizia municipale e personale.
Silvio Betti torna invece ai lavori pubblici (più la protezione civile), così come Pier Natale Mengozzi torna alle politiche sociali e sanitarie (più le politiche abitative). Stefano Salvi viene confermato assessore allo sviluppo economico, mentre ad Andrea Cantini sono stati affidati lo sport e le politiche per la sicurezza.
Nel suo discorso d'insediamento, il sindaco ha ribadito i suoi primi obbiettivi amministrativi e politici. Uno, "Campi deve riconquistare per intero il suo ruolo nelle prospettive di sviluppo dell'area metropolitana". Due, "serve un momento di discussione e approfondimento del programma elettorale con cui la mia coalizione ha vinto le elezioni. I programmi non sono immodificabili e si possono stabilire delle priorità".


Tornando invece all'insediamento del consiglio e al clima di ieri sera, qui di seguito un piccolo video-riassunto: dall'apertura della seduta, ad opera del "consigliere anziano" Maurizio Veloci (più votato della lista più votata), alle prime parole da presidente di Alessandro Tesi.

     

lunedì, 21 aprile 2008

                ListaBianca.jpg

Il sindaco Chini ha in mano una lista.
Una serie di nomi indicati dal Partito democratico per la formazione della nuova giunta. Tra questi nomi Chini deve scegliere gli assessori di area democratica, che costituiranno una buona parte della giunta ma non tutta. Perché anche il resto della coalizione – socialisti, Italia dei valori e “Per un buon futuro”, cioè Chini stesso immagino – dovranno dire la loro e dare i loro “consigli”.
Forse il neo-sindaco ha già scelto e ogni altro discorso è inutile, ma intanto su questa lista fioriscono ipotesi più o meno credibili, dissertazioni politiche e anche qualche leggenda (qualcuna magari diventerà realtà, chissà).

Iniziamo dall’unica certezza: l’assessore allo Sviluppo economico Stefano Salvi sarà confermato, molto probabilmente con lo stesso incarico.
La semicertezza (il “semi” è per  voler essere molto prudenti) è invece che Chini terrà per sé le deleghe all’urbanistica e al bilancio.
La prima quasicertezza è che il Partito socialista indicherà il nome di Silvio Betti, già assessore alla viabilità e primo dei non eletti.
La seconda quasicertezza è che Andrea Falsetti, capolista di “Per un buon futuro”, entrerà in giunta.
Per il resto si sconfina nell’incertezza: una girandola di nomi, congetture e incastri di esigenze politiche e umane.

Ma il toto-assessori è così divertente che – notizia – ci stanno giocando anche fuori da Campi, in altri palazzi comunali e luoghi della politica. Voglio partecipare anch’io e dico che Piernatale Mengozzi, ex assessore e attuale presidente di Federsanità, ha buone possibilità. Nel partito non è amatissimo (si schierò contro la candidatura di Alunni e ha criticato il ritorno di Chini, solo per dirne due), il suo rapporto con il nuovo sindaco è fatto di alti e bassi, ma ce la può fare.
Così come  ce la può fare Nadia Conti, presidente della Pubblica assistenza e membro dell’assemblea regionale del Pd per “A Sinistra per Veltroni”, che alle primarie raccolse a Campi uno dei migliori risultati della Toscana. Ma bisogna vedere se lei ha voglia di fare l’assessore, ossia – tradotto più brutalmente – di rompere un po’ le scatole a Chini e all’interno del partito.
Un altro nome che circola è quello di Giancarlo Paolieri, un uomo d’esperienza che corrisponderebbe al profilo ricercato da Chini per gli incarichi più importanti: “persone in grado di esprimere da subito capacità di governo”, ha detto sabato nell’intervista al Corriere. Se Paolieri diventa assessore, tra l’altro, si libera un seggio in consiglio comunale (il primo dei non eletti è Oreste Galletti).
Poi c’è da scegliere i giovani, perché la squadra di governo sarà un mix di esperienza e gioventù (molta la prima, poca la seconda, a quanto pare). Insomma dimenticatevi la giunta “linea verde” di Fiorella Alunni, ma non scordate tutti i nomi che la componevano.
Qualcun altro oltre a Salvi potrebbe venire confermato.

Prossima puntata: il presidente del consiglio comunale e i movimenti nelle opposizioni

venerdì, 18 aprile 2008

Primi obbiettivi: la gara d'appalto per il nuovo centro disabili e il progetto per la bretellina di Capalle.
Adriano Chini ora parla da sindaco (eletto), annuncia i primi provvedimenti che ha intenzione di prendere e getta uno sguardo sui cinque anni di governo che stanno per iniziare.
"Dell'inceneritore riparleremo sicuramente, aspettiamo i risultati della commissione tecnica sulle alternative. L'obbiettivo è smaltire i rifiuti, non costruire il termovalorizzatore", dice parlando di uno degli argomenti caldi della consigliatura appena finita. "Ma se i tecnici ci diranno che le esperienze monitorate non danno la garanzia dello smaltimento, è ovvio che bisogna applicare più velocemente possibile quello che è previsto dal Piano provinciale rifiuti".
E poi...: "nel 2013 non mi ripresenterò".

    

post scriptum: l'intervista è stata fatta in Regione, nelle stanze dei gruppi consiliari. Più precisamente nella stanza di Nicola Danti, il consigliere che ha sostituito Chini a luglio, visto che tutte le altre erano occupate. "Sì, mettiamoci qui. Tanto Danti non se la prenderà, gli ho pure lasciato il posto in Regione...", ride Chini entrando.

venerdì, 11 aprile 2008

                              Alunni.jpg image by PaoloCeccarelli

Ora ci siamo davvero.
Sono le ultime ore di campagna elettorale anche per Campi: oggi in serata partiranno le feste di chiusura dei vari comitati elettorali, poi da mezzanotte tutti in silenzio fino a martedì, quando sapremo i risultati.
La campagna si è scaldata all'improvviso ieri con le accuse lanciate dai Verdi contro il "consociativismo" campigiano, a cui però finora nessuno ha replicato (ad eccezione di alcuni volenterosi, e molto pacati, frequentatori di questo blog).

Ma il leit motiv di sottofondo di questi ultimi giorni a me è sembrato un altro: il nome di Fiorella Alunni.
L’ex sindaco è stata la persona più citata, insieme a Adriano Chini, nelle dichiarazioni dei candidati e dei partiti dell’attuale opposizione: sul Bilancio, per dire che il deficit è eredità delle gestioni Chini e non l’ha creato lei; sull’urbanistica, per affermare che le irregolarità su cui indaga la Procura sono figlie di un Ruc che Alunni ha “solo” fatto approvare e che comunque anche il Piano strutturale non è esente da errori; sulla questione moralità, per sottolineare che certe pratiche scivolose non sono fiorite negli anni in cui è stata sindaco, bensì vengono da lontano.
Oggi come nei giorni dopo gli arresti di Appaltopoli, l’accusa rivolta dalle opposizioni alla maggioranza è quella di voler fare di Alunni il capro espiatorio di tutti i guai campigiani.
Ma l’ombra dell’ex sindaco ha fatto capolino anche nell’intervento di Adriano Chini sul Bilancio che, senza mai nominarla, ha ricordato numeri alla mano le sue responsabilità sul deficit delle casse comunali.

Forse queste "evocazioni", esplicite ed implicite, erano inevitabili in una campagna elettorale come questa.
Se posso dire la mia, non mi è piaciuto il tiroassegno contro Alunni che si è scatenato nella maggioranza dopo la sua uscita di scena, come ho già avuto modo di dire in una discussione con l’ex assessore Monia Monni. Non mi è piaciuta neanche l’insistenza delle opposizioni sulla continuità Alunni-Chini, che è legittima e politicamente comprensibile ma rischia di essere sterile se non è agganciata a proposte concrete per risolvere i problemi di Campi. E vorrei ricordare che, fino a qualche anno fa, Alunni era considerata uno degli astri nascenti della politica della Piana, e che come assessore alle Politiche sociali era molto stimata da amministratori, alleati e anche diversi avversari.

Le sue responsabilità politiche come sindaco sono indiscutibili, sia sulla gestione della crisi di Appaltopoli che su altre questioni come l’inceneritore e Italia wave. Lei stessa le ha riconosciute durante il suo ultimo consiglio comunale in veste di prima cittadina.
Dopo quel giorno, da quando è stata nominata presidente di Farmapiana, non ha più proferito parola sulle vicende campigiane.
“Ha fatto errori clamorosi, ma è una persona seria. Farà di tutto per evitare il commissariamento del Comune, perché la considera la peggiore soluzione possibile”, mi disse un suo compagno di partito nei giorni in cui si ventilava l’ipotesi delle sue dimissioni da villa Rucellai.
Così è stato e per questo, d’accordo o no con la soluzione commissariamento, Fiorella Alunni merita rispetto.
Perlomeno a livello umano.

martedì, 08 aprile 2008

Il Comune di Campi non è l'unico Ente pubblico a costituirsi parte civile nel procedimento Appaltopoli. Stamani, durante l’udienza preliminare che si è tenuta nell’aula bunker del Tribunale fiorentino, hanno fatto lo stesso anche le amministrazioni comunali di Firenze, Sesto Fiorentino, Impruneta, oltre a Publiacqua e l’Acquedotto del Flora di Grosseto.
L’inchiesta dei pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio si è concentrata su 44 gare d’appalto, tutte bandite tra il 2002 e il 2006 nella provincia di Firenze ma anche in altre città toscane. Tuttavia la maggior parte degli appalti finiti sotto inchiesta furono indetti dai Comuni di Campi e Firenze.
Sul banco degli imputati 27 imprenditori, accusati di aver creato un “cartello” per pilotare le gare: secondo l’accusa, si sarebbero messi d’accordo sui ribassi da presentare nelle offerte per spartirsi appalti e relativi subappalti.
L’udienza preliminare di oggi è stata aggiornata al 19 maggio.
Gli altri filoni dell’inchiesta riguardano i presunti favoritismi (in procedimenti edilizi) di alcuni dipendenti comunali di Campi nei confronti di qualche imprenditore e le irregolarità del Regolamento urbanistico.

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lunedì, 07 aprile 2008

Un confronto sul futuro di Campi tra tutti candidati a sindaco.
A chiederlo, “in particolare al Partito democratico”, è la Sinistra l’Arcobaleno che va all’attacco dei democratici campigiani e di tutta la coalizione guidata da Adriano Chini.
I problemi esplosi a Campi, e che hanno portato alle elezioni anticipate, riguardano tutta la Piana fiorentina e rimettono in discussione le principali scelte amministrative fatte dal ’90 in poi: cementificazione, consumo di territorio, inceneritore, pessima gestione della macchina amministrativa, situazione catastrofica del bilancio”, dice il candidato sindaco della Sinistra, Sandro Targetti. “Non è un caso che questi temi siano tenuti volutamente sottotono in campagna elettorale e si eviti il confronto diretto, in particolare da parte del Pd, che ricandida proprio il principale responsabile e fautore di quelle scelte”.

Targetti e i due capolista dell’Arcobaleno, Tommaso Tofani e Franca Frati, tornano anche a parlare dell’incontro organizzato venerdì scorso a villa Montalvo dai comitati anti-inceneritore, a cui hanno partecipato soltanto tre candidati su sette. “E’ mancato soprattutto il Partito democratico con il suo candidato sindaco – attaccano Targetti, Tofani e Frati –. Riteniamo questa assenza segno di debolezza  ed evidente tentativo di evitare il confronto pubblico su temi importanti che hanno visto crescere un forte movimento popolare anche nella realtà di Campi”.
Da qui la richiesta di un dibattito tra tutti gli aspiranti sindaco da tenersi prima delle elezioni, cioè nei prossimi cinque giorni.

domenica, 06 aprile 2008

                              ciclista.jpg image by PaoloCeccarelli

E’ una campagna elettorale molto strana, quasi surreale.
Vediamo cosa succede in quest’ultima settimana ma, per fare un parallelo con il ciclismo, fino ad oggi la sfida è sembrata più una lunga cronometro che una corsa a tappe: ogni candidato concentrato sui suoi “tempi”, sul suo stile, senza badare troppo a ciò che succede intorno.
A parte le storiche contrapposizioni del centrosinistra campigiano e le punture di veleno tra gli ex alleati della Casa delle libertà, partiti e candidati sembrano parlare lingue diverse. Può anche essere un bene: non becchettandosi tra loro, magari i candidati hanno avuto più tempo per parlare con la città e ascoltarla.

L’altro aspetto surreale di questa campagna, solo apparentemente in contrasto con la piccola babele di linguaggi politici, è il silenzio.
Campi non è il centro del mondo e nemmeno della Toscana, ma dopo i fatti dell’ultimo anno era lecito aspettarsi un’attenzione diversa sia dai media che dalla politica sovracomunale. Invece, le elezioni campigiane sono state trattate pressappoco come le altre due che si svolgeranno nell’area metropolitana, quelle di Marradi e Impruneta. E se gli organi di informazione hanno ancora una settimana per “rifarsi”, lo stesso non si può dire per i vertici provinciali e regionali dei partiti, di cui colpisce l’assenza prolungata.

Solo il coordinatore regionale di Forza Italia, il campigiano Denis Verdini, è passato da Campi per un incontro pubblico (tra l’altro in contemporanea con l’arrivo di Pierferdinando Casini a San Donnino), ma l’iniziativa non è stata molto pubblicizzata.
Nessuna traccia dei segretari e dei coordinatori degli altri partiti, a parte le sporadiche toccate e fuga per la presentazione di qualche aspirante primo cittadino. Eppure i dirigenti delle varie forze politiche si sono occupati molto di Campi nei mesi scorsi, diciamo dallo scoppio di Appaltopoli alla sostituzione di Fiorella Alunni, con un fugace ritorno per il referendum sull’inceneritore. La sensazione è che, una volta passato il fragore della “bomba” mediatica, abbiano preferito guardare altrove.
Certo è bene che Campi esca dai problemi di oggi con le proprie gambe, ma il timore è che questa assenza dei partiti nasca anche dal non volersi sporcare le mani con le “beghe” campigiane: l’inceneritore, l’urbanistica, il funzionamento della pubblica amministrazione, il Bilancio.
Insomma grandi questioni che Campi si è trovata ad affrontare tutte insieme in poco tempo, ma che di certo non toccano da vicino soltanto questa città.

venerdì, 04 aprile 2008

Da una parte, i 27 imprenditori accusati di aver creato un "cartello" per spartirsi gli appalti pubblici. Dall'altra, la Procura che ne ha chiesto il rinvio a giudizio contestando reati che vanno dalla turbativa d'asta fino all'associazione a delinquere.
Il caso Appaltopoli arriva in aula: martedì 8 aprile il gruppo di imprenditori comparirà davanti al giudice per le udienze premilinari Anna Favi. In aula sarà presente anche l'avvocato Sandro Traversi, che ha il compito di rappresentare il Comune di Campi.
L'amministrazione si è infatti costituita parte civile perché due delle gare d'appalto incriminate erano state indette a Campi. Non solo: nella delibera con cui la giunta ha dato l'incarico a Traversi si legge che "per la gravità dei reati contestati agli imputati e l’ampia risonanza nell’opinione pubblica che la vicenda giudiziaria ha avuto nel corso dell’anno 2007 (in particolare, nel periodo marzo-giugno 2007), [il Comune] è da ritenersi persona offesa in quanto titolare dell’interesse direttamente tutelato dalla norma penale per i reati contestati, lesivi dei principi costituzionalmente sanciti di buon andamento, trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa".
Per questo, in caso di condanna degli imprenditori, l'amministrazione chiederà loro i danni "materiali, morali e d'immagine".
Secondo l'accusa, la "centrale" del presunto cartello d'imprese era proprio a Campi e a guidarla c'era il campigiano Vincenzo Aveni della Poli Gaspero srl.

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postato da: PaoloCeccarelli alle ore 15:23 | Permalink | commenti
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